Come creare un’intelligenza artificiale

Come creare un'intelligenza artificiale e curiosità

Trascorso poco tempo dalla scomparsa di uno dei più grandi fisici teorici dei nostri tempi, Stephen Hawking, è inevitabile pensare a quale grande persona e scienziato abbia perso l’umanità. La sua morte è senza ombra di dubbio solo fisica, materiale, le sue scoperte che hanno letteralmente stravolto ciò che oggi noi chiamiamo scienza non moriranno mai.

Le discipline scientifiche, grazie a uomini come lui, hanno fatto dei passi da gigante ed hanno cambiato la vita di ogni individuo, è auspicabile che con il passare del tempo la velocità con cui si riusciranno ad effettuare nuove scoperte determinanti si moltiplicherà, per questo motivo le nuove tecnologie prenderanno piede molto più rapidamente rispetto al passato.

 

La prima legge di Moore

L’intelligenza artificiale è una di quelle tecnologie che prenderanno il sopravvento da un momento all’altro, questo è dovuto alla rapida espansione che ha il settore informatico, all’influenza che esso ha sulla vita delle persone ed è anche spiegato dalla legge di Moore, che è una teoria seconda la quale il numero di transistor all’interno di un chip raddoppia mediamente ogni 18 mesi; ciò significa che da un anno all’altro si riesce ad avere computer sempre più potenti e che riescono a svolgere sempre più calcoli.

Si tratta di una teoria tratta da un’affermazione di Gordon Moore negli anni 60′, tuttavia ancora oggi è parzialmente valida, infatti esistono dei limiti fisici che non sempre consentono di migliorare l’efficienza aggiungendo componenti hardware sempre più piccoli ed in numero maggiore, ma comunque la scienza avanza in modo inarrestabile, il tempo passa e si riesce ad avere calcolatori sempre più potenti, non per forza aggiungendo ulteriore hardware ma ottimizzando quello già presente.

 

Il legame tra intelligenza e coscienza non è più sempre vero

L’intelligenza artificiale è il primo tassello della società del futuro, quello che sembra in grado di definire una nuova quotidianità, un nuovo modo di vedere le cose, una realtà totalmente diversa da quella attuale.

E’ naturale associare l’intelligenza alla coscienza, qualunque cosa che sia “cosciente” o “vivente”, qualsivoglia forma di vita è dotata di volontà, capacità, attitudini, pensieri, insomma di intelligenza. Analizzando invece i presupposti che si pone l’intelligenza artificiale non sembra più esserci un forte legame tra essere vivente ed intelletto, non è più necessario che un essere sia vivo per poter esprimere una qualche forma di capacità intellettiva.

 

Gli informatici si sostituiscono a Dio…?

Osservando un tema così delicato come questo, la possibilità di poter risolvere un qualunque problema senza pensare ad un algoritmo matematico risolutivo ma delegando sotto ogni punto di vista la macchina, è scontato credere che gli esperti di tecnologie informatiche specializzati nella ricerca in questo ambito possano in un certo senso creare degli esseri in grado di comprendere e pensare, quasi sostituendosi a Dio.

In realtà, anche se molti vorrebbero fosse così (e se lo fosse stato davvero, allora si sarebbe trattato di un elemento totalmente antitetico e contro morale), di sicuro, almeno allo stato attuale, non si tratta di intelligenze artificiali ma di pseudo intelligenze, che hanno comunque bisogno dell’apporto umano per poter pensare a delle soluzioni a dei problemi.

L’intelligenza umana, invece, è qualcosa di estremamente più complesso e che solo un essere superiore può essere in grado di pensare e creare. Mai un uomo potrà essere talmente intelligente da ricreare una macchina con la sua stessa intelligenza.

Machine Learning

 

Come si crea un’intelligenza artificiale

L’IA può essere realizzata da un programmatore attraverso l’ausilio di complessi linguaggi di programmazione, il più famoso è probabilmente Prolog. Si tratta di un linguaggio di ideazione non recente, ma che tutt’oggi è di fondamentale importanza per il Machine Learning, ovvero quell’area di studio nell’ambito dell’intelligenza artificiale che si occupa essenzialmente di creare delle macchine in grado di imparare dei processi ed emularli, in sostanza quindi aventi la capacità di apprendere.

 

Prolog: un linguaggio ostico ma importante

Il prolog è un linguaggio logico, ovvero è necessario avere conoscenza approfondita della logica matematica, in particolare di quella dei predicati e del primo ordine, per riuscire ad utilizzarlo in maniera efficacie. E’ risaputo che il passaggio dalla programmazione classica (procedurale o ad oggetti) alla programmazione logica è difficile, poiché si entra in un mondo totalmente diverso, cambia il modo di ragionare e di vedere le cose, non è più necessario pensare ad un algoritmo risolutivo ovvero ad una serie di passi che sfruttando la matematica permettano di risolvere il problema, ma basta conoscerlo in maniera approfondita e definirlo correttamente alla macchina, sarà poi lei ad analizzarlo e trovare una soluzione.

Fondamentalmente il linguaggio è composto da Fatti e Regole, attraverso i fatti è possibile confermare la regola.

IA e Machine Learning programmando in Prolog

Per esempio, Giorgio è padre di Enrico ma lo è anche di Alessio, voglio che la macchina sia in grado di stabilire se questi siano fratelli, mi basterà allora definire ogni singolo aspetto del problema, descrivendo i fatti:

  • Giorgio è padre di Enrico
  • Giorgio è padre di Alessio

E definendo poi la regola:

Due persone sono fratelli se hanno lo stesso padre.

A quel punto, chiedendo al calcolatore se Enrico e Alessio sono fratelli, lui restituirà una risposta affermativa.  Ho spiegato solamente quando due persone sono fratelli, non ho spiegato il procedimento matematico da eseguire per risolvere il problema. Ecco perché, in sostanza, è possibile definirlo come un linguaggio dichiarativo.

Prolog permette di dare vita a macchine “intelligenti”.

 

Conclusione

Poter contare su un’intelligenza diversa da quella umana che gode della capacità di poter effettuare calcoli ed analizzare dati a velocità impressionante non può che essere un grande vantaggio per il prossimo futuro. Bisognerà sfruttare adeguatamente una tecnologia così potente quanto distruttiva se impiegata nel modo sbagliato. Il buon senso non dovrà mancare mai e sarà necessaria un’attenta analisi per capire se effettivamente in determinati ambiti l’intelligenza artificiale potrà aiutare.

processore hardware

E’ molto importante sapere che, diversamente da quanto si pensa, non tutti i problemi sono risolvibili da un computer, a prescindere che questi vengano risolti attraverso un algoritmo pensato da uno sviluppatore informatico o uno pensato da una macchina. In questo caso si dice che un problema è non computabile, si tratta di casi non frequenti, ma esistono.

L’umanità si sta avvalendo di importanti ricerche per approfondire settori come il Machine Learning, se tutto ciò che sarà scoperto nei prossimi anni sarà utilizzato per scopi nobili allora non potremmo che guadagnare un futuro migliore, in caso contrario potrebbe iniziare un lento declino verso l’oblio.


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