Crowdfunding per l’impresa, come avviare una campagna efficace

Trovare i finanziamenti necessari per avviare un progetto o per risollevare le sorti della tua impresa attraverso degli accorgimenti in materia di marketing

L’insufficienza finanziaria legata all’impossibilità di rendere fruibile sul mercato la propria offerta (che si tratti di un prodotto o di un servizio ) è uno dei più comuni ostacoli da superare per chi vuole avviare una startup e si trova tra le mani un fondo economicamente ridotto o addirittura inesistente e rappresenta nello stesso tempo una falla nella struttura finanziaria di aziende già affermate nel proprio settore.

A causa di ragioni interne come la cattiva gestione di fondi ma anche esterne quali le crisi finanziarie, anche le imprese consolidate sul mercato possono infatti confrontarsi con un deficit di cassa transitorio con conseguente insorgenza di squilibrio nella struttura finanziaria dell’azienda. L’avvio di un’impresa che coinvolge le fasce tradizionalmente considerate vulnerabili (giovani, donne, chi non ha esperienza lavorativa pregressa nel proprio settore) può risultare inoltre irrealizzabile a causa della difficoltà di reperire finanziamenti sotto forma di capitale, dovuta alla sfiducia delle imprese bancarie in termini di solvenza di medio-lungo termine.

Si può così dedurre come l’autofinanziamento risulti inattuabile in entrambe le situazioni sopraelencate a causa della mancanza di strumenti finanziari disponibili; le riserve di utili netti nelle aziende alle prese con lo squilibrio finanziario, mentre nel caso delle startup oltre alla mancanza di capitale proprio si aggiunge spesso anche la mancata reperibilità di credito bancario proveniente da istituzioni finanziarie tradizionali in quanto l’azienda viene etichettata come cliente non solvibile.

Tuttavia, la prospettiva di presentare un nuovo progetto al cliente senza averlo fisicamente prodotto in massa, quindi senza disporre di un fondo di produzione, oggi è possibile e rappresenta un’opportunità sfruttabile da molti punti di vista, grazie alla pratica di microfinanziamento dal basso denominata “crowdfunding” che raccoglie molti pro a suo favore.

Il crowdfunding ( o finanziamento collettivo ) trae le sue origini già a partire dal Settecento principalmente come sotto forma di mutuo soccorso, sviluppandosi poi in senso civico e nelle successive accezioni moderne, trovando impiego in diverse sfere d’azione come quella umanitaria, culturale, scientifica e infine imprenditoriale. Questa pratica di finanziamento, infatti, in Italia ha trovato ruolo pratico ormai da anni sia nel sociale, sia nel campo della ricerca medica sostenuta dalle donazioni sollecitate in spot di sensibilizzazione a cui i telespettatori vengono esposti, sia nel campo dei beni culturali; infatti grazie alle donazioni sulla piattaforma di crowdfunding DeRev, è stato possibile ricostruire la Città della Scienza di Napoli.

La ragione per cui questa pratica finanziaria appare una novità negli ultimi anni agli occhi della stragrande maggioranza degli utenti è la nascita e l’espansione di piattaforme di crowdfunding italiane e l’impiego di successo del crowdfunding nell’imprenditoria, soprattutto all’interno delle startup innovative .

 

Ma come può questa pratica aiutare concretamente nella realizzazione di un progetto?

Realizzare la tua idea è possibile grazie al supporto finanziario collettivo

Il crowdfunding può rappresentare una valida soluzione alle difficoltà finanziarie solo se parte integrante di un’attenta analisi di mercato e progettazione della sponsorizzazione del prodotto in quanto deve far leva su alcuni punti cardine.

Innanzitutto ci si deve interrogare sulla validità del proprio prodotto in termine di utilità. Si deve perciò tenere in considerazione:

 

  • se il prodotto generi una domanda reale;

 

  • a chi si vuole destinare il prodotto (tracciando un profilo dell’utilizzatore medio includendo età, genere, status economico, tendenze ecc).

 

Si deve procedere quindi a:

  • esporre in maniera semplice la vostra idea, evitando di usare troppi vocaboli appartenenti al linguaggio settoriale, ma elencando piuttosto gli effetti positivi che il vostro progetto può produrre su grande scala;

 

  • costruite un rapporto di fiducia con il vostro potenziale cliente annullando lo spazio tra possibile venditore e cliente raccontandovi in prima persona, documentando la vostra storia lavorativa e i vostri progetti per il futuro;

 

  • usare i social network come canale di diffusione/opportunità di farvi conoscere, ma creare un sito apposito con una landing page scarna ma non “sciatta”, evitando ridondanza di immagini e descrizioni in quanto un tempo eccessivo di lettura di testi rischia di annoiare il lettore e allontana la sua attenzione dall’obiettivo principale, ossia quello di ottenere finanziamento per la propria idea;

 

  • fornire il link per la piattaforma di crowdfunding che supporta il vostro progetto in una posizione visivamente rilevante de con caratteri facilmente leggibili;

 

  • creare promozioni destinate ai vostri primi sostenitori, aprire le porte a nuove collaborazioni, far capire al donatore l’importanza che riveste nella realizzazione e riuscita di un progetto altrimenti irrealizzabile, se non proprio grazie al lavoro di squadra, che annulla la rigidità della relazione domanda-offerta, ma che proprio grazie al crowdfunding permette di avere una risposta immediata da parte dei clienti e anche una maggiore apertura verso il gusto e i suggerimenti del pubblico. Infatti da tale rapporto non possono che beneficiare sia produttore che consumatore: il primo perché ha un riscontro diretto della validità della propria idea e il secondo perché può, perché no, dare un tocco personale che rientri nei limiti consentiti dall’ideatore, che si tratti di design oppure semplici procedure ottimizzate se si tratta di un servizio di cui gli stessi donatori usufruiranno.

 


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