SEO: come scegliere le keyword su cui incentrare una campagna

Posizionarsi nei primi risultati su un motore di ricerca può voler dire un incremento importante dei guadagni aziendali

Dopo aver visto nella puntata precedente come si ottiene il posizionamento su Google , vediamo ora in che modo il motore di ricerca (prendiamo in esempio il nostro fidatissimo Google) collega la parola cercata da un utente ad un sito? Ciò è possibile tramite le keyword (“parole chiave”).

È tutta una questione di corrispondenze. Anche noi quando facciamo una ricerca su Google utilizziamo le keyword. Di solito, nella nostre ricerche online lasciamo da parte ogni frase strutturata, andiamo al succo digitando quelle poche parole che ci servono e che potrebbero portarci al risultato desiderato.

Ad esempio se non riusciamo a dormire la notte, digitiamo direttamente: “Insonnia” o “Problemi sonno”. Può capitare però, che i più discorsivi amino scrivere intere frasi sulla barra di Google: “Perché non riesco a dormire la notte?”, “Cosa posso fare per dormire la notte?”, “Non dormo da due giorni aiutato”, ecc.

Anche in questo caso, anche nel caso dei narratori del web, è Google a individuare le keyword all’interno del testo digitato per la ricerca e a fare le sue scelte dal grande database che come abbiamo visto ha a disposizione.

Quando si tratta di SEO, le keyword sono i primi strumenti con cui si ha a che fare per cominciare a ottimizzare un sito web per i motori di ricerca.

Trovare le keyword è come giocare a Taboo ma al contrario:

Trovare quelle più adatte per dei contenuti può essere un’abilità innata. Pensiamo al gioco da tavola Taboo. Chi non ha mai giocato almeno una volta a Taboo? Il povero giocatore al quale tocca la carta in mano, deve riuscire a fare indovinare all’altro una parola senza però nominare le parole chiave che sono collegate alla parola in questione. Ad esempio, la parola da indovinare è “Cane” e le parole taboo da non nominare sono: osso, cuccia, Fido, gatto. Una bella sfida!

Con la SEO è tutto il contrario, quell’elenco di parole chiave scritte sulla carta del giocatore di Taboo sono le indispensabili keyword che bisogna usare nei contenuti di un sito per fare in modo che quest’ultimo sia facilmente trovato e posizionato da Google.

 

Nei panni di una bionda: è importante immedesimarsi negli utenti e capire cosa cercano

Per comprendere quali siano le giuste keyword da utilizzare per i contenuti di un sito, quindi, basta mettersi nei panni di chi va su Google a fare delle ricerche.

Trovare le keyword migliori per fare SEO

Quali sono le parole che la gente utilizza più spesso quando vuole accedere a un risultato? Le keyword devono essere pensate in questo senso. Ovviamente per fare tutto nel migliore dei modi è necessario capire quali keyword usare, infatti non è un qualcosa che può essere lasciato all’ispirazione del momento.

Alla base si utilizzano vari mezzi (software, tool – “strumenti”, Google AdWords, ecc.) che analizzano le keyword e semplificano il lavoro di SEO sui siti. Nello specifico è possibile determinare quante ricerche mensili ha una determinata parola o frase, oltre alla possibilità di visualizzare il traffico di molte parole chiave affini a quella di partenza (così da poterne trovare di nuove).

Tramite questi “trucchetti” di analisi, si può avere del materiale di base su cui ragionare e scegliere in modo efficace le proprie keyword, oltre ad utilizzarle al meglio nei contenuti che si vogliono ottimizzare.

Tuttavia, la scelta delle keyword deve basarsi prima di tutto sulla competizione, bisogna capire se l’obiettivo che ci si pone è raggiungibile rispetto ai siti concorrenti e se conviene davvero utilizzare parole comuni (che tutti solitamente utilizzano per le proprie ricerche).

 

Keyword di nicchia: teoria della “coda lunga”

Quella della “coda lunga” è una teoria di mercato pensata da Chris Anderson (no, non quello delle fiabe. Quello delle fiabe si chiama Christian Andersen) e riguarda i vantaggi della vendita al dettaglio di prodotti di nicchia rispetto a quelli di grande consumo e richiesta.

Be’ la stessa strategia è stata applicata alla SEO. Secondo la “coda lunga” conviene essere più specifici possibili nelle keyword piuttosto che usare keyword stra popolari che utilizzano tutti.

Usando le keyword dalla lunga coda, ossia, di nicchia, c’è meno competizione e più probabilità di comparire in alto nella classifica di Google.

La teoria della coda lunga ci dice di puntare su keyword di nicchia per ottenere risultati straordinari nel minor tempo possibile e con uno sforzo economico minore

Ad esempio, anziché usare come keyword il molto generico “Gioielli”, si potrebbe usare: Gioielli artigianali -> Gioielli artigianali antichi -> Gioielli artigianali antichi siciliani -> Gioielli artigianali antichi siciliani della provincia di Siracusa e così via.

Sicuramente saranno minori le persone che cercano su Google “Gioielli artigianali antichi siciliani della provincia di Siracusa” rispetto a quelli che digitano solo “Gioielli”, ma è qua che sta il bello.

Nonostante siano poche le persone che cercano un prodotto così specifico come “Gioielli artigianali antichi siciliani della provincia di Siracusa”, però saranno quelle disposte a pagare subito una volta trovato. Questo vuol dire che chi fa delle ricerche su Google così specifiche ha delle intenzioni chiare, quindi se possiamo soddisfare la sua richiesta sicuramente avremo ottime probabilità di conquistare un nuovo cliente.

E minore scelta vuol dire minor competizione e più probabilità di essere scelti per primi sia da Google sia dalla persona amante di Gioielli artigianali antichi siciliani della provincia di Siracusa.

 

Conclusioni

Detto ciò, il giusto compromesso è scegliere keyword di nicchia, con un buon volume di ricerca (non troppo basso, sempre relativamente al settore in cui si sta operando) e i cui concorrenti non siano dei colossi insormontabili; se siamo convinti di poter raggiungere la prima pagina ed aumentare i clienti con una determinata keyword, allora quella è sicuramente la parola giusta su cui puntare!

 

Lezione successiva! Cosa sono i metadati e come usarli


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