Keyword Stuffing: quando il troppo storpia e ti penalizza su Google

Quando si scrive un contenuto online è necessario prestare attenzione a non ripetere eccessivamente una keyword rendendo il testo poco gradevole nella lettura

Dalle lezioni precedenti, abbiamo osservato l’importanza del corretto uso delle Keyword e dei metadati per ottenere benefici in termini di Search Engine Optimization.

Ma se da una parte, la SEO offre delle strategie, delle tattiche logiche per rendere il proprio sito più facilmente consultabile (poiché è ben posizionato), ecco che subito, in parallelo, nascono i gemelli cattivi (o stupidi) della SEO.

Trucchetti per furbetti (o per chi si sente furbo ma come vedremo non lo è) che cercano di sfruttare la SEO in modo errato per velocizzare il processo di posizionamento di un sito.

E quali sono le principali armi per fare i furbi con la SEO? Le keyword, naturalmente.

Cosa significa keyword stuffing?

“Stuffing” dall’inglese vuol dire “farcitura, ripieno, imbottitura”, quindi, “keyword stuffing” vuol dire “riempire, imbottire di keyword”.

I furbetti del web non fanno altro che riempire di keyword i metadati del loro sito. “Cosa ci sarà di male in questo?” potrebbe ribattere qualcuno; be’, il fatto è che le keyword in ottica SEO sono efficaci, funzionano solo se pensate con logica, solo se inerenti al contenuto del sito dove sono state inserite e soprattutto se non si abusa di esse ripetendole in modo forzato ed eccessivo.

Facciamo un esempio concreto:

Se creiamo un sito che si occupa di street food siciliano, le nostre keyword saranno tutte parole che richiamano quell’argomento, quindi nei nostri metadati potremmo scrivere ad esempio: “street food, Sicilia, cibo, panelle, cibo da strada, Vucciria, sfincione” e così via.

Non vi sembrerebbe da schizofrenici scrivere delle keyword per il nostro sito “street food siciliano” che fanno più o meno così: “roma, italia, fedez, chiara ferragni, film, carbonara, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9”?

Insomma, fra i trucchetti del keyword stuffing c’è quello di riempire i metadati con parole chiave che non hanno nulla a che vedere con i reali contenuti del sito. Quello che viene fuori è solo un elenco di keyword molto gettonate incollate su un contenuto a cui non appartengono, solo per scalare la classifica di Google.

Utilizzare delle parole chiave poco inerenti al contenuto, all'interno dei metadati, può portare a delle penalizzazioni sul posizionamento

Un altro esempio di Keyword stuffing è quello di, sì, rimanere fedeli ai contenuti del sito, ma scrivere comunque dei contenuti pieni zeppi di keyword, con un abuso concreto ed evidente. Al lettore sembrerà di assistere ad una specie di rigurgito di un rimbambito che ripete sempre le stesse cose.

Un ulteriore esempio concreto (rimanendo sempre fedeli all’idea del nostro sito sullo street food siciliano):

uno degli articoli di un sito imbottito di keyword, il cui testo è poco scorrevole, potrebbe suonare più o meno così “Lo street food siciliano è uno dei fiori all’occhiello della Sicilia. Lo street food siciliano è ricco di molti sapori. Nessun altro street food può vantare così tanta frittura goduriosa come lo street food siciliano. Lo street food siciliano è imbattibile”, avete capito anche voi qual è la keyword su cui punta questo contenuto, no? Saltano su i nervi a leggere un testo simile.

In realtà, questo uso errato della SEO non porta vantaggi, anzi… i nostri intelligentissimi ragnetti, i crawler, in fatti, tramite i loro rapidissimi calcoli riescono a determinare se nei metadati di un sito le keyword appaiono in numero esagerato ed in modo innaturale. Una volta capito che si tratta di keyword stuffing, i crawler penalizzano il sito anziché posizionarlo in alto nelle pagine dei risultati.

Esistono ovviamente dei casi fortunati, con web agency che sfruttano il keyword stuffing per ottenere dei vantaggi lato SEO e che a volte ci riescono, tuttavia si tratta di un metodo altamente rischioso che noi di Web Trainer sconsigliamo totalmente.

 

Conclusione

Quindi, un modo per utilizzare astutamente le tecniche di SEO è quello di dare grande risalto alle keyword e al loro potere, sì, ma dall’altra parte tenere sempre presenti anche gli interessi dei visitatori, fornendo contenuti di qualità. A nessuno piace leggere contenuti ripetitivi come se fossero scritti da un robot… ah, no, forse un robot li scriverebbe senza keyword stuffing dato che questa pratica è indigesta anche a loro!

Per concludere, esistono varie tecniche pulite che consentono di accelerare il processo di posizionamento, senza rischi se applicate in modo corretto e di sicuro le tratteremo a breve.

 

La lezione successiva: La pagina dei risultati: ecco la SERP (Search Engine Results Page)


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