Query domanda, Google risponde

Perché bisogna studiare le ricerche su google per ottenere un buon posizionamento

Abbiamo parlato nello specifico di Keywords ma come si chiamano le frasi o comunque l’insieme delle keywords che si utilizzano per chiedere qualcosa al nostro caro Big G?

Detto, fatto, si chiamano: query (o per essere pignoli “query di ricerca”).

Immaginiamo che ogni ricerca su Google sia come una partita a Scarabeo: i singoli tasselli con le lettere sono le keyword (che nel nostro caso non sono solo lettere ma vere e proprie parole) e le frasi composte sono la query.

La query rappresenta la richiesta che facciomo a Google per avere un risultato. Infatti, in inglese, “query” vuol dire proprio “domanda”.

Il punto cardine per le aziende che si spaccano la testa per essere posizionati in alto nelle SERP di Google sta nel determinare secondo quale logica le persone scrivono le loro query.

Capire quale logica utilizzano è fondamentale per costruire su quella stessa logica la SEO.

Ad esempio: un’azienda che vende mozzarelle (diciamo un caseificio), vuole ottimizzare i suoi contenuti con la SEO per fare in modo che le persone che cercano delle mozzarelle su Google,  trovino proprio loro in mezzo ad altre mille milioni di aziende che vendono lo stesso prodotto.

Puntare su keyword di nicchia e ricercate dalle persone su Google consiste nell'applicare la teoria della coda lunga

In questo caso, come un telepatico o un veggente, l’azienda deve prevedere quali keywords utilizzerà la persona affamata di mozzarelle, deve quindi cercare di indovinare la sua query di ricerca.

Quello che conviene fare alle aziende, infatti, non è creare i nomi del proprio brand, del proprio sito o comunque utilizzare le parole chiave all’interno dei propri contenuti in modo casuale. Anzi, tenere a bada le stravaganze e la troppa creatività è meglio per non andare fuori tema: meglio, quindi, non chiamare un sito che vende mozzarella “conchiglie di latte” o “pomi bianchi”.

Invece, è più produttivo fare in modo che le parole chiave utilizzate nei contenuti del sito che vende mozzarelle siano già scelte in base alle query che vengono effettuate più spesso quando si cercano mozzarelle. Ovviamente, senza dimenticare la teoria della coda lunga.

In questa ottica (altamente logica, non a caso stiamo parlando del mondo dell’Intelligenza Artificiale quando un motore di ricerca determina con quale keyword ci identifichiamo), un’azienda avrà più successo se sceglierà delle keyword per il proprio sito ed in generale per i propri contenuti che siano ricercate ed allo stesso tempo di nicchia, così da non avere troppa difficoltà nello scalare le SERP di Google in quanto ci sarà meno concorrenza.

Conclusioni

Le parole chiave e le conseguenti query, comunque, possono essere analizzate e studiate meglio secondo la tipologia. Non tutte le query sono uguali. Ci sono le query basate solo sulle marche, sul brand: Ferrari, Armani, quindi piuttosto mirate; oppure quelle molto più vaghe come: ristorante a Trastevere.

Ora andiamo ad analizzare cosa sono i risultati organici nella SERP!

 


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